Smarrire l'orientamento

10.07.2026

Le cose stanno più o meno così: quando esci e incontri gente nuova, quando ti presentano amici di amici, parenti di amici, quando in palestra o al corso di ballo inizi a fare conoscenza, tra le prime domande compare "che lavoro fai?" oppure " e tu di cosa ti occupi?"

Se ti trovi in un contesto dove per starci si paga, si presume che se sei lì tu te lo possa permettere seppur con qualche sacrificio; quindi, a meno che non abbia misteriosi finanziatori (mamma e papà nel caso migliore) evidentemente uno straccio di lavoro ce l'hai. Tuttavia negli ultimi anni questa domanda la si è iniziata a porre con un non verbale che la dice tutta sul vero interrogativo. Il volto tirato in un sorriso forzatamente fiducioso, e le sopracciglia alzate come a mostrare il massimo dell'interesse possibile ma scettico, si fanno tradire da un tono di voce incerto e da un punto interrogativo tremolante: perché un lavoro tu ce l'hai, vero? Insomma, in realtà ti stanno chiedendo SE lavori!

I più spontanei e diretti riescono a chiederlo con disinvoltura e senza mettere a disagio l'altro che potrebbe rispondere "no, al momento (da due anni) sono disoccupato". Siamo arrivati a chiedere "lavori?" invece di "che lavoro fai", perché non è mica una cosa così scontata imbattersi in persone che hanno un'occupazione.

Sta diventando troppo normale questa cosa! Sta diventando spaventosamente normale arrendersi e smettere di cercare perché tanto in giro non si trova nulla! È vero, il rapporto tra domanda e offerta è sbilanciato e a sfavore di chi cerca un impiego. È pure vero però che conosciamo tanti casi di chi si accomoda sul "non risponde nessuno alle auto-candidature che invio"; "non richiamano"; "mi dicono solo che non hanno bisogno". E ci si fa arrestare dai no, o dai silenzi.

Conosci KFC (Kentucky Fried Chicken), una delle più grosse catene di fast food del mondo? La conosci. Il suo fondatore è stato il sessantacinquenne Sanders che nel 1950 a Corbin, nel Kentucky, fu costretto a chiudere il suo chiosco in una stazione di servizio, dove preparava un pollo fritto gustosissimo. Lui non sapeva fare altro e con una pensione ridicola non poteva sopravvivere. Tuttavia preparava il pollo fritto come nessuno e gli venne in mente di girare su e giù per gli Stati Uniti, per provare a vendere la sua ricetta e insegnare ai cuochi come prepararla. Sai quanti NO ricevette prima di incontrare chi acquistò il suo servizio? Le risposte negative furono 1009. Molti di noi si sarebbero arresi molto, molto, prima. La catena che oggi conosciamo, la vendette nel 1964 a due milioni di dollari. E ho detto tutto.

Adesso non pensare al pollo fritto, al fatto che in quegli anni fosse tutto più semplice, lascia da parte pure le polemiche sull'alimentazione e sugli allevamenti. Pensa alla ricerca del SI! Alla spinta motivazionale, all'energia e alla carica pazzesca! Forse non stai riuscendo a orientarti nel mondo del lavoro, oppure non sai da dove cominciare a capire cosa vuoi fare veramente nella tua vita. Ci sono enti pubblici che possono aiutarti gratuitamente, oppure liberi professionisti con i quali avviare un percorso di bilancio di competenze, orientamento di studio e carriera, oppure in merito a cambiamenti che vorresti attuare.

Siamo indignati e scoraggiati è vero, ma dobbiamo pensare che desideriamo fare parte delle SOLUZIONI, non dei PROBLEMI. Se non ti mobiliti per cercare una soluzione, oppure hai smesso di farlo, torna a fidarti di chi sei e di cosa puoi realizzare!

Anna Legrottaglie

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